blog per gli studenti di Scienza per l’investigazione e sicurezza di NARNI
leggo con molto interesse il saggio scaricabile in italiano in formato pdf dai qui, pubblicato dal grande Bruce Schneier e tradotto dal buon Agatino Grillo; “un tentativo iniziale di esplorare il nostro modo di percepire la sicurezza:
i meccanismi che ci guidano, da dove viene il nostro feeling rispetto alla sicurezza e perché spesso la realtà della sicurezza non coincide con la sua percezione.”
Veramente interessante leggere della maniera con la quale il nostro cervello valuta il rischio; esiste una parte molto primitiva del cervello che si occupa di tale attività. Si tratta dell’amigdala, una regione situata a destra del cervello in quella zona chiamata lobo temporale mediano. L’amigdala è responsabile di processare le emozioni di base che vengono da input sensoriali come la rabbia, la fuga, l’atteggiamento difensivo e la paura. Quando un animale – rettile, uccello, mammifero, noi stessi – sente o percepisce qualcosa che potrebbe rivelarsi un potenziale pericolo, l’amigdala è la parte del cervello che reagisce immediatamente producendo adrenalina ed altri ormoni che sono pompati nel sistema circolatorio ed impostando la risposta “combatti o scappa”, producendo l’aumento del battito del cuore, aumentando la tensione dei muscoli e facendo sudare i palmi delle
mani. Gli esser umani in quanto dotati di corteccia cerebrale, hanno un comportamento divero da quello degli animali. La corteccia cerebrale è intelligente ed analitica: può ragionare, può fare dei trade-off più sfumati ma è anche più lenta.
Così ecco il primo problema fondamentale: abbiamo due sistemi per reagire ai rischi – un sistema primitivo ed intuitivo ed un sistema più avanzata ed analitico – ed essi operano in parallelo. Ed è difficile per la corteccia cerebrale contraddire l’amigdala. L’intero saggio di nemmeno 27 pagine è un concentrato di studi ai massimi livelli.
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